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    Cherubino GAMBARDELLA

    Insegnamento di LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA IV

    Corso di laurea magistrale a ciclo unico in ARCHITETTURA

    SSD: ICAR/14

    CFU: 8,00

    ORE PER UNITÀ DIDATTICA: 64,00

    Periodo di Erogazione: Primo Quadrimestre

    Italiano

    Lingua di insegnamento

    ITALIANO

    Contenuti

    Il laboratorio fornisce allo studente gli strumenti e le competenze per affrontare la trasformazione di un’area ampia attraverso la progettazione di un sistema di edifici in un’ottica pluridisciplinare e per sviluppare abilità analitiche e progettuali relazionate anche ai temi del territorio urbanizzato.

    Testi di riferimento

    Le Corbusier, Poema dell’angolo retto, Mondadori Electa; 2012
    Giuliano Gresleri, Le Corbusier. Viaggio in oriente. Gli inediti di Charles Edouard Jeanneret fotografo e scrittore, Marsilio Editori, 1985
    Le Corbusier, Verso un’architettura, Longanesi Editore, 2003
    C. Gambardella, Vita con gli oggetti, Skira, Milano, 2011
    C. Gambardella, Supernapoli, LetteraVentidue, Siracusa, 2015

    Obiettivi formativi

    1) Al termine del corso, lo studente deve aver acquisito capacità analitiche e interpretative dei fenomeni urbani, affrontando la conoscenza del concetto di tipologia edilizia, con particolare approfondimento degli aspetti distributivi e compositivi della residenza. Lo studente dovrà aver acquisito gli strumenti per la configurazione di un sistema edilizio più complesso ed elaborato un progetto architettonico legato a un contesto.
    2) L’insegnamento si prefigge di fornire conoscenze di base sugli strumenti cognitivi e sulle capacità di relazionarsi alle scelte compositive agli aspetti costruttivi, ambientali e di uso degli spazi interni.

    Prerequisiti

    I prerequisiti sono almeno quelli appresi nel corso del Lab. Progettazione architettonica III. Lo studente deve aver acquisito le capacità di controllo su temi di dimensioni e caratteri urbani, sia a livello analitico che progettuale. Il laboratorio III deve aver fornito allo studente le conoscenze e le metodologie per elaborare un progetto relativo anche ad edifici specialistici e a edifici pubblici di piccola e media dimensione attento alla scala architettonica e urbana, alle relazioni con contesti paesistici, all’elaborazione planivolumetrica e degli spazi pubblici, approfondendo la conoscenza delle tecniche strutturali e degli aspetti impiantistici.

    Metodologie didattiche

    I metodi didattici sono:
    1) Lezioni frontali
    2) Lezioni laboratoriali

    Metodi di valutazione

    Il voto finale sarà determinato da una prova intercorso che farà parte della valutazione finale e dai risultati che saranno presentati alla mostra didattica il giorno dell’esame.
    Gli studenti dovranno produrre un plastico di progetto e tavole riassuntive del lavoro del corso.
    • per la prova orale, i requisiti minimi per il superamento e i parametri di valutazione sono: capacità di collegamenti critici, capacità di sintesi, qualità dell’organizzazione del discorso e dell’esposizione, uso del lessico specialistico, capacità di approfondimenti e di comprendere il ruolo del progetto di architettura

    Altre informazioni

    Gli studenti avranno il supporto delle slides utilizzate durante le lezioni


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    Programma del corso

    Un ritrovamento inatteso

    Nell’estate del 1962 un aereo diretto da New Delhi a Parigi, per un sospetto guasto ad un motore atterra improvvisamente a Napoli, al piccolo aeroporto internazionale di Capodichino.
    Su questo aero, di ritorno da uno dei lunghi ed estenuanti viaggi a Chandigarh (città d’argento), la capitale del Punjab che stava costruendo in quel periodo, c’è Charles Edouard Jeanneret detto Le Corbusier. Questa nuova città era stata disegnata nel 1952 su incarico del primo ministro indiano Pandit Nehru. Il calcestruzzo armato per Le Corbusier era considerato a giusta ragione- assieme a suo cugino Pierre Jeanneret che a Chandigarh vivrà il resto della sua vita – un liquido pronto a trasformarsi in solido prezioso e scintillante come l’argento grezzo.
    Però non era stato sempre così nella sua vita.
    Così era diventato tutto timidamente a partire dagli anni trenta dove la perfezione delle forme architettoniche e il vocabolario prodigioso di elementi compositivi che aveva messo a punto stava per trasformarsi in una scultura plastica universale pronta a corrompersi con la forza e le energie nascoste dei luoghi dove la applicava per rendersi di volta in volta memoria traslata e sogno nuovo di questi stessi luoghi.
    Il famoso inizio con i cinque punti- prima c’erano stati viaggi e meravigliose ville dalle energie nascoste pronte ad esplodere come i muscoli contratti dei velocisti ai blocchi di partenza- non era mai morto. Si era solo trasformato in un altro corredo dopo aver dispiegato la sua fama in giro per il mondo ed aver condizionato ogni architetto che si affacciava al progetto durante il lunghissimo e implacabile ventesimo secolo.
    Torniamo a Napoli, ora.
    Le Corbusier era contrariato e stanco, lo attendevano a Parigi dove aveva importanti riunioni a Rue de Sevres per una avventura molto intrigante a Zurigo però come per magia ecco che i ricordi giovanili affiorano e Napoli sembra un’occasione di ritorno all’inizio.
    C’era stato nel 1908.
    Era tornato per andare a Capri solo una volta negli anni 30 su invito di Giò Ponti.
    Chiama il consolato si fa prenotare una stanza all’hotel Parker e decide di girare per i quartieri di Chiaia, Posillipo e il versante a sud del vomero.
    Trova molte tracce del suo primo periodo tradotte in una strana lingua popolare da architetti che dovevano essere molto bravi e per un attimo decide di ricomporre il suo vocabolario mescolandolo con le tracce espressive dei suoi allievi sconosciuti.
    In pochi giorni con un taccuino, righe, squadrette e goniometro, quasi senza usare lo strumento veloce dello schizzo a lui caro da sempre. Disegna guarda e fotografa, corregge foto ritagliandole e attaccandole sul taccuino e mescola tutto in un vocabolario inedito e potentissimo composto a partire dalla interpretazione personale di quello che vede.
    Tre giorni dopo il corvo nero, abbronzato per il sole estivo di Napoli ritornerà a Parigi sicuro di aver messo in valigia il taccuino napoletano.
    Quando arriva a rue molitor e disfa il bagaglio non lo trova. Forse lo ha dimenticato sul comodino dell’hotel Parker nell’ultimo distratto sguardo al golfo prima di ripartire.
    Poi già alla prima riunione la vita quotidiana lo riprende completamente e dimentica quel piccolo esperimento e quel ritorno inatteso.
    Un amico anonimo spedisce alla Vanvitelli il taccuino e eccolo geometrico e nitido davanti ai nostri occhi per un intero laboratorio di progettazione al quarto anno.

    English

    Teaching language

    Italian

    Contents

    The laboratory provides the student with the tools and skills to face the transformation of a large area through the design of a building system in a multidisciplinary perspective and to develop analytical and design skills related to the themes of the ur-banised territory .

    Textbook

    Le Corbusier, Poema dell’angolo retto, Mondadori Electa; 2012
    Giuliano Gresleri, Le Corbusier. Viaggio in oriente. Gli inediti di Charles Edouard Jeanneret fotografo e scrittore, Marsilio Editori, 1985
    Le Corbusier, Verso un’architettura, Longanesi Editore, 2003
    C. Gambardella, Vita con gli oggetti, Skira, Milano, 2011
    C. Gambardella, Supernapoli, LetteraVentidue, Siracusa, 2015

    Training objectives

    1) At the end of the course, the student must have acquired analytical skills and interpretations of urban phenomena, addressing the knowledge of the concept of building typology, with particular attention to the distribution and compositional aspects of the residence. The student must have acquired the tools for the configuration of a more complex building system and elaborated an architectural project linked to a context.
    2) The course aims to provide basic knowledge on cognitive tools and the ability to relate to compositional choices to constructive, environmental and internal use aspects.

    Prerequisite

    The prerequisites are at least those learned during the Lab. Architectural design III. The student must have acquired the skills of control on themes of urban dimensions and characters, both on an analytical and planning level. The laboratory III must have provided the student with the knowledge and methodologies to develop a project related also to specialized buildings and public buildings of small and medium size, attentive to the architectural and urban scale, to the relationships with landscape contexts, to the planivolumetric elaboration and of the spaces public, deepening the knowledge of structural techniques and plant aspects.

    Teaching methods

    The teaching methods are:
    1) Frontal lessons
    2) Laboratory lessons

    Evaluation methods

    The final mark will be determined by an interview that will be part of the final evaluation and the results that will be presented at the didactic exhibition on the day of the exam.
    Students will have to produce a model of project and summary tables of the course work.
    • for the oral exam, the minimum requirements for passing and the evaluation parameters are: ability to link critical, ability to synthesis, quality of the organization of speech and exposure, use of specialized vocabulary, ability to deepen and understand the role of the architectural project

    Others

    Students will have the support of the slides used during the lessons


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    Course Syllabus

    An unexpected find

    In the summer of 1962, a plane headed from New Delhi to Paris, due to a suspected failure of an engine, suddenly landed in Naples, at the small international airport of Capodichino.
    On this plane, returning from one of the long and exhausting journeys to Chandigarh (silver city), the capital of Punjab that is building at that time, there is Charles Edouard Jeanneret called Le Corbusier. This new city was designed in 1952 on behalf of Indian Prime Minister Pandit Nehru. Reinforced concrete for Le Corbusier was considered a right reason for his cousin Pierre Jeanneret, who will live the rest of his life in Chandigarh - a liquid ready to turn into a precious, glittering solid like raw silver.
    But it had not always been this way in his life.
    So it all became timidly starting from the thirties where the perfection of architectural forms and the prodigious vocabulary of compositional elements that had put a point to turn into a universal plastic sculpture corrupt with the hidden strength and energies of the places where he applied it to make from time to time a translated memory and a new dream of these same places.
    The famous first with the first points and the other trips and wonderful villas with energy are born ready to explode as the muscles contracted by the starting limits had never died. He had only turned into another trousseau after having spread his fame around the world and having conditioned every architect who faced the project during the very long and implacable twentieth century.
    Let's go back to Naples now.
    Le Corbusier was against it and tired, a Paris was waiting where it was important to face a Rue de Sèvres for a very intriguing adventure in Zurich, however, come by magic here that youthful memories emerge and Naples seems an opportunity for initial return.
    There had been in 1908.
    He had returned to Capri only once in the 30s at the invitation of Giò Ponti.
    Call the consulate and book a room at the Parker and decide to turn to the neighborhoods of Chiaia, Posillipo and the slope south of the vomero.
    Find the traces of your first day in a strange language popular with architects who had to be very good and for a moment decide to recompose his vocabulary mixing it with the expressive traces of his unknown students.
    In a few days with a notebook, lines, squares and protractor, almost without using the quick tool of the shot he has always loved. Draws looks and photographs, corrects photos by cutting them and sticking them on the notebook and mixes everything in a new and powerful vocabulary composed starting from the personal interpretation of what he sees.
    Three days later the black crow, tanned by the summer sun of Naples, will return a Paris sure to have packed the Neapolitan notebook.
    When a rue molitor arrives and unpacked the baggage does not find it. Perhaps he forgot it on the bedside table of the hotel in the last distracted look at the gulf before leaving.
    Then, already at the first meeting, daily life takes it completely and forgets that little experiment and that unexpected return.
    An anonymous friend sends the notebook to Vanvitelli and here it is geometric and clear before our eyes for an entire design laboratory in the fourth year.

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